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Il carnevale saurano - Der Zahrar voschankh

24 Gennaio 2017

Sabato 25 febbraio a Sauris si rinnova l’appuntamento con la tradizione: il Carnevale saurano (der zahrar Voschankh) è uno dei più antichi dell'arco alpino. La “Notte delle Lanterne”, evento culminante della manifestazione, si svolge il sabato che precede il Mercoledì delle ceneri.

 

I protagonisti di questa antica festa sono il Rölar e il Kheirar. Il Rölar è una figura magica e demoniaca e il suo nome deriva dai “rolelan”, i campanelli che agita in continuazione per avvertire le persone a prepararsi per la mascherata. Insieme a lui il re delle maschere - il Kheirar - che dirige lo svolgimento della festa. Volto nascosto da una maschera di legno e vesti lacere, il re delle maschere si presenta di fronte alle porte delle case in cui desidera entrare. Dopo aver bussato alla porta con la scopa, il Kheirar entra nell'abitazione, spazza il pavimento e introduce a turno coppie di maschere che ballano antiche danze al suono della fisarmonica. Nel pomeriggio dell’ultimo sabato del Carnevale i due protagonisti percorrono le vie di Sauris e delle sue frazioni, seguiti da un corteo di maschere. Le maschere possono essere brutte (Schentena schembln) o belle (Scheana schembln): l'importante è che il volto sia coperto e che non sia possibile riconoscere chi partecipa al chiassoso corteo. Le maschere sono di legno e si rifanno a quelle della tradizione, oggi custodite nel Museo di Arti e Tradizioni Popolari di Tolmezzo.

 

La “Notte delle lanterne” è il momento conclusivo dell'antico Carnevale: all'imbrunire le maschere guidate da Rölar e Kheirar partono dalla piazza di Sauris di Sopra per raggiungere il bosco al lume delle lanterne. In località Hinterseik c’è ad aspettarle il tradizionale falò propiziatorio. La serata si conclude con i piatti tipici saurani, come le frittelle di salvia.